"Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo". Robin Williams (John Keating) in L'Attimo fuggente

UNA SEPARAZIONE

PLOT: Nader e sua moglie Simin stanno per divorziare. Hanno ottenuto il permesso di espatrio per loro e la loro figlia undicenne ma Nader non vuole partire. Suo padre è affetto dal morbo di Alzheimer e lui ritiene di dover restare ad aiutarlo. La moglie, se vuole, può andarsene. Simin lascia la casa e va a vivere con i suoi genitori mentre la figlia resta col padre. È necessario assumere qualcuno che si occupi dell’uomo mentre Nader è al lavoro e l’incarico viene dato a una donna che ha una figlia di cinque anni e ed è incinta. La donna lavora all’insaputa del marito ma un giorno in cui si è assentata senza permesso lasciando l’anziano legato al letto, lei in seguito si scontra con Nader che la fa cadere per le scale e le fa perde il bambino… o almeno così sembra , da li la situazione degenera .

Il film racchiude un’atmosfera poetica e amara allo stesso tempo. Asghar Faradhi è un ottimo narratore ( ma a mio avviso un regista non altrettanto abile, dal punto di vista delle inquadrature è molto scontato, comprensibilmente visto che la maggior parte dei film iraniani sono girati senza permesso quindi quasi in maniera amatoriale) che con le ovvie difficoltà che si possono incontrare facendo cinema in Iran .. riesce a raccontare una storia drammatica e bellissima, servendosi di attori meravigliosi : Sareh Bayat, Sarina Farhadi, Peyman Moadi, Babak Karimi e Ali-Asghar Shahbazi.

Gli attori riescono a catturare l’attenzione e ad emozionare seriamente lo spettatore. Peyman Moadi da oggi fa parte della mia lista di attori preferiti.

La scena finale è qualcosa di estremamente bello ed emozionante. spiego : è l’unico momento del film dove è presente della musica ( strumentale – piano e archi ) e vediamo i due attori principali ovvero Nader e Simin che aspettano che la figlia esca dall’aula del tribunale dove sta scegliendo con chi andare a vivere; mentre scorrono i titoli di coda in persiano riesci a fare mente locale e ricordi prima di uscire tutte le scene più importanti del film e questo mi ha emozionato e allo stesso tempo dato il tempo di ritornare alla realtà .

PS : era da tempo che non assistevo ad un film così colmo di poesia … è stato una bella sorpresa

su una scala da 1 a 10 direi :     8/9

Gianmarco Di Traglia


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